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Trapani, a Palazzo Milo mostra permanente di reperti archeologici, volumi e macchinari tipografici

Nuovo look per Palazzo Milo a Trapani che, in occasione della sua riapertura, a seguito dei lavori di restauro, ha inaugurato oggi un’esposizione permanente di reperti archeologici. 

Nato nel 1688 sulla Rua Nova, odierna via Garibaldi, Palazzo Milo, appartenuto alla famiglia Saura, a quella dei Milo, degli Augugliaro e dei Pappalardo, e successivamente acquistato dalla Regione Siciliana, è oggi una delle due sedi istituzionali della Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Trapani.  

La mostra, realizzata con il contributo della Soprintendenza del Mare e del Comando dei Carabinieri tutela patrimonio culturale di Palermo, raccoglie anfore da trasporto e manufatti, provenienti per lo più da sequestri giudiziari e cessioni volontarie, ed è visibile unicamente dalle ampie vetrine su via Garibaldi. 

Le anfore selezionate (cipriote, puniche, magnogreco siceliote, romano-repubblicane, imperiali, tardoantiche, bizantine, medievali) sono l’esempio più diretto di manufatti ceramici che danno informazioni sulle diverse fabbricazioni, produzioni e datazioni, sulle forme, sulle capienze e sulla metrologia, visto che le anfore sono anche misure di capacità. Originariamente erano destinate al trasporto marittimo a lunga distanza di derrate alimentari di largo uso, sicuramente deperibili ma facilmente smerciabili e vendibili, quali il vino, l’olio, le conserve di pesce, il pesce salato o in salamoia, le olive, i legumi, la frutta, il miele, il latte e probabilmente anche alcune tipologie di carni. 

Benché tali manufatti non provengano da regolari scavi archeologici subacquei, risultando quindi “scollegati” dai contesti marini e dai relitti originari, tuttavia testimoniano le lunghe percorrenze, le rotte, i traffici nei mari del Mediterraneo occidentale, nordafricano, orientale con percorsi commerciali che si snodano fino alle zone nordeuropee.

Lo stile architettonico del palazzo evidenzia la nobiltà di questo edificio, simbolo di uno stato sociale agiato. Notevoli i dipinti dei soffitti e il salone delle feste, dotato di un palchetto della musica per l’alloggiamento dei musicisti. Oggi al suo interno ospita, unitamente agli uffici, una biblioteca di pubblica lettura, con un patrimonio librario moderno di oltre 20.000 volumi catalogati. A seguito della recente donazione alla Regione Siciliana della raccolta libraria “Fondo Salvatore Costanza”, illustre intellettuale trapanese che ha dedicato alla Sicilia moderna e contemporanea il suo maggiore impegno di studioso, con pubblicazioni sulla marginalità sociale e sulla storia locale, il ricco patrimonio librario è stato ulteriormente ampliato ed è consultabile anche on line. La biblioteca è, invece, accessibile dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, e il mercoledì pomeriggio, dalle 15.30 alle 17.30.

A completare l’offerta espositiva di Palazzo Milo sulla Rua Nova, anche un Museo della stampa tipografica Typographiae, ubicato a piano terra e visibile anch’esso, come la mostra archeologica, dalla vetrine prospicienti via Garibaldi.

Il corpus principale del Museo Typographiae, oggetto della donazione Barbaro alla Regione Siciliana, è composto dalle attrezzature e dal mobilio ligneo, nonché dell’archivio d’impresa, facenti parte dell’ex tipografia trapanese “La Combattente”, risalente agli inizi del ‘900. 

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