Bimbe di San Cataldo chiuse 21 ore in un negozio “Ci hanno portate qui”. Procura “Circostanze poco chiare”

Si sono vissuti momenti di ansia, sabato 19 settembre, a San Cataldo per la scomparsa di due sorelline di 12 e 8 anni, Benedetta e Domitilla Costanza. Le due bimbe anche se molto provate stanno bene. Sono state ritrovate dai volontari della protezione civile intorno alle 17 in un negozio gestito da cinesi. «Ci hanno portato qui», avrebbero riferito le bimbe. Benedetta e Domitilla hanno trascorso la notte all’interno del negozio, in Corso Vittorio Emanuele, a pochi metri di distanza dalla loro abitazione, che si trova sulla stessa via e da dove venerdì sera, intorno alle 20, sono scomparse.
Un’ambulanza del 118 le ha trasferite in ospedale per accertamenti. A lanciare l’allarme e un appello ieri mattina è stato il padre Alessandro attraverso i social. L’uomo gestisce una fondazione che si occupa dell’organizzazione di eventi. Sin da subito si è mobilitata l’intera comunità sancataldese. Poco dopo mezzogiorno, il padre, si è recato in caserma dai carabinieri per presentare la denuncia e dove è rimasto per diverse ore. Sono stati interrogati parenti e amici vicini alla famiglia. Subito sono scattate le ricerche di polizia e carabinieri che hanno perlustrato la zona e acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza di molti negozi. Le ricerche si sono concentrate proprio nelle adiacenze dell’area in cui le piccole sono state ritrovate.
Nel pomeriggio è stata interrogata anche la donna che gestisce il negozio di articoli cinesi, la quale avrebbe riferito di aver visto le bimbe all’interno del suo negozio venerdi sera poco prima delle 20. Il negozio è stato sequestrato. Lo rende noto il procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, che sottolinea la necessita’ di “accertamenti anche di natura tecnico – scientifica”, nonche’ “degli ulteriori approfondimenti d’indagine delegati alla Tenenza dell’Arma, assolutamente necessari a individuare eventuali responsabilita’ e a verificare alcune circostanze ancora poco chiare di una vicenda conclusasi con il ritrovamento, in tempi rapidi, delle due bambine”, nell’esercizio commerciale di corso Vittorio Emanuele, vicino all’abitazione della famiglia Costanza.
Le due bambine sono rimaste 21 ore chiuse nel negozio.
Come sia potuto succedere non è ancora chiaro. Chi ha abbassato la saracinesca non s’è accorto che le due bambine erano all’interno? O si sono nascoste? O cos’altro? I carabinieri della stazione di San Cataldo e del comando provinciale di Caltanissetta, coordinati dalla procura per i minorenni, stanno ricostruendo quanto accaduto. Gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi. Da capire se le due sorelline si siano recate da sole nel negozio, rimanendo chiuse accidentalmente all’interno, oppure se davvero qualcuno le abbia prese e portate la’ dove sono state ritrovate.
Secondo il racconto del padre, nei giorni e nelle ore precedenti alla scomparsa, non sarebbero emersi particolari problemi o situazioni che potessero far pensare a un possibile allontanamento. L’uomo avrebbe riferito di non avere idea di dove si potessero trovare le due figlie. Alessandro Costanza è separato dalla moglie, che è colombiana e vive a Roma.
«Le ho viste l’ultima volta ieri sera – aveva detto il padre – Le mie figlie erano insieme a me. Ho detto loro che sarei andato a comprare il pane insieme all’altro mio figlio, di dieci anni, e che ci saremmo rivisti a casa, in corso Vittorio Emanuele. A casa, però, non hanno più fatto ritorno». Aggiungendo che le bambine sono conosciute e ben volute da tutti nel quartiere», frequentano il catechismo e la più grande «non aveva il telefono cellulare perché si era rotto».
Costanza ha sei figli «tutti affidati a me, nella fase di separazione dalla mia ex moglie» ha raccontato l’uomo. Secondo quanto si apprende, i genitori delle bambine nel 2023 sarebbero stati denunciati per presunti maltrattamenti nei confronti dei figli, che in quella fase sarebbero stati affidati a una comunità.
I carabinieri hanno acquisito le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona di corso Vittorio Emanuele, dove le due sorelle erano state viste prima della scomparsa.





