
Oltre due ore di musica, una formazione essenziale e un repertorio senza steccati tra canzone d’autore, pop e rock.
Armando Cacciato ha presentato a Canicattì il nuovo progetto acustico insieme a Roberto Puccio e Mimmo Pontillo, davanti a un locale tutto esaurito.
CANICATTÌ – Per fare musica acustica non basta semplicemente togliere corrente agli strumenti. Cambiano gli spazi, gli equilibri e, inevitabilmente, anche il modo in cui una canzone arriva a chi ascolta. Le melodie restano più esposte, le parole acquistano peso e persino i silenzi finiscono per diventare parte dell’arrangiamento.
È da questa idea che sembra muoversi Something in Acoustic, il nuovo progetto live di Armando Cacciato, presentato giovedì 20 agosto al Syrah Wine Bar di Canicattì, città in cui vive il cantautore siciliano.
Il locale aveva registrato il sold out già da alcuni giorni. La serata si è sviluppata per oltre due ore davanti a un pubblico attento e partecipe, che ha seguito un repertorio costruito mettendo insieme composizioni originali e canzoni appartenenti a epoche e linguaggi musicali anche molto distanti tra loro.
Con Cacciato alla voce, sul palco Roberto Puccio, alla chitarra acustica e alle percussioni, e Mimmo Pontillo, al basso acustico e agli strumenti a plettro.
La formazione essenziale lascia spazio a un suono mobile, costruito continuamente sul dialogo fra i tre musicisti. Puccio affianca alla chitarra una parte ritmica eseguita anche attraverso percussioni suonate con i piedi, mentre Pontillo si alterna tra basso e strumenti a plettro, introducendo negli arrangiamenti timbri meno consueti per un repertorio prevalentemente pop e rock.
Più che riprodurre in chiave unplugged le versioni originali, il trio prova quindi a cercare una propria strada.
Canzoni lontane, un unico linguaggio
Il viaggio parte dalle atmosfere eleganti di The Last Good Day of the Year dei Cousteau e attraversa standard come L-O-V-E e Fly Me to the Moon, per poi incontrare Paolo Conte, Otis Redding, Lucio Battisti, Paul McCartney, Coldplay, Franco Battiato e David Bowie.
Tra i passaggi più particolari c’è anche Goldrake, sottratta al carattere più immediato della celebre sigla televisiva e trasformata in uno dei momenti più raccolti della serata.
Nella rilettura acustica affiora soprattutto la malinconia della melodia, insieme a quella memoria generazionale che il pubblico sembra riconoscere quasi immediatamente. Un brano apparentemente distante dal resto della scaletta che, proprio in questa veste, trova invece una sorprendente continuità con il racconto del concerto.
È forse uno degli esempi più chiari della logica alla base di Something in Acoustic: canzoni provenienti da mondi differenti possono convivere quando l’arrangiamento riesce a ricondurle allo stesso linguaggio.
Cacciato attraversa così registri diversi, alternando momenti più leggeri ad altri maggiormente introspettivi. Nel corso del concerto trovano spazio anche Diamonds di Rihanna e Between Two Points di David Gilmour con Romany Gilmour, riportate a una dimensione essenziale nella quale voce e strumenti possono respirare maggiormente.
C’è poi Life on Mars? di David Bowie, inserita in una parte dello spettacolo particolarmente legata alla forza melodica e interpretativa delle canzoni.
Gli originali dentro lo stesso viaggio
Anche i brani di Armando Cacciato vengono inseriti nel percorso senza creare una sezione separata.
Radio Nostalgia, Tutto deve andare e Aurora si alternano al resto della scaletta mantenendo la stessa impostazione acustica e finendo così per condividere lo stesso spazio sonoro con le riletture scelte per il concerto.
Una scelta che evita la tradizionale divisione tra “brani propri” e cover e restituisce maggiore continuità all’intero spettacolo.
Durante la serata arrivano anche alcuni ospiti.
Dario Liguori, artista legato a Circuiti Sonori, raggiunge Cacciato sul palco per Yellow dei Coldplay.
È poi la volta di Desiana Bruno, con cui Cacciato condivide anche il progetto Luciorama, che partecipa a Come stai? e Il tempo di morire di Lucio Battisti.
Nella parte finale dello spettacolo sale sul palco anche Totò Nocera Bracco, il “medicartista”, coinvolgendo il pubblico sulle note di Volare, insieme alla cantante Chiara Saetta al coro.
Per qualche minuto la distanza tra palco e platea si riduce e il concerto assume una dimensione più corale, con il pubblico direttamente coinvolto nell’esecuzione.
Tra chitarra, percussioni e strumenti a plettro
Uno degli elementi più riconoscibili di Something in Acoustic è proprio l’incontro tra il lavoro di Roberto Puccio e quello di Mimmo Pontillo.
La chitarra di Puccio sostiene gran parte dell’ossatura armonica dei brani, mentre l’utilizzo simultaneo delle percussioni permette alla formazione di mantenere una componente ritmica senza ricorrere a una batteria tradizionale.
Pontillo cambia invece più volte ruolo nel corso della serata: dal basso agli strumenti a plettro, portando sonorità di matrice popolare anche all’interno di brani pop e rock.
Una contaminazione che non cerca effetti particolari a tutti i costi, ma diventa progressivamente parte dell’identità del progetto.
Gli strumenti sono pochi, ma proprio per questo ogni intervento acquista maggiore peso.
Il finale con Battiato e i bis
La chiusura ufficiale della scaletta viene affidata a Centro di gravità permanente di Franco Battiato.
Ma il pubblico chiede il ritorno del trio sul palco e arrivano due bis.
Tra questi c’è Guerra e Pace, il più recente singolo di Armando Cacciato, presentato per l’occasione in una veste differente rispetto alla versione discografica e arricchito dal mandolino di Mimmo Pontillo.
Un arrangiamento che sintetizza bene l’impostazione dell’intera serata: utilizzare una strumentazione ridotta non per semplificare necessariamente i brani, ma per cercare colori diversi e lasciare emergere aspetti che nelle versioni originali possono restare sullo sfondo.
Something in Acoustic prende così la forma di un percorso trasversale, nel quale convivono pop, rock, canzone d’autore e sonorità appartenenti alla tradizione popolare, senza troppo interesse per le definizioni.
Da Bowie a Battiato, da Rihanna a Goldrake, fino alle composizioni dello stesso Cacciato.
Il sold out del debutto non dice ancora quale strada prenderà il progetto, ma lascia intravedere una formula già sufficientemente riconoscibile e, soprattutto, la possibilità di svilupparla ulteriormente dopo la prima serata di Canicattì.
Il pubblico, intanto, ha risposto con attenzione, partecipazione e con la richiesta dei bis: forse il segnale più semplice e concreto con cui salutare una prima.
Buona la prima, dunque.
E adesso la strada di Something in Acoustic può cominciare davvero.
Alcuni estratti del concerto sono stati condivisi nelle storie Instagram di Armando Cacciato.
La produzione originale dell’artista, compreso il recente singolo Guerra e Pace, è disponibile sulle principali piattaforme digitali di streaming.
Armando Cacciato – profilo ufficiale Circuiti Sonori
https://www.circuitisonori.com/armandocacciato
Armando Cacciato su Spotify







