Giovanni David Tavella, trent’anni di rock e un cassetto finalmente aperto: arriva “Niente da Perdere”

Dopo una lunga storia tra band, concorsi nazionali e centinaia di concerti, il musicista di Caltanissetta torna alla scrittura originale con il primo capitolo di un progetto interamente costruito intorno alle proprie canzoni
Ci sono canzoni che nascono per essere pubblicate subito. Altre aspettano. Rimangono per anni in un cassetto, cambiano insieme a chi le ha scritte e, quando tornano fuori, non sono più esattamente le stesse.
“Niente da Perdere” appartiene alla seconda categoria.
Per Giovanni David Tavella non è un debutto e neppure un ritorno alla musica, perché dalla musica non se n’è mai realmente andato. È piuttosto il ritorno alla propria musica: quella scritta, composta e custodita nel corso di oltre trent’anni trascorsi tra band, studi di registrazione, concorsi nazionali e centinaia di concerti.
Il nuovo singolo nasce al termine di circa un anno e mezzo di lavoro solitario, durante il quale Tavella ha riaperto il proprio archivio personale, recuperando vecchie composizioni, rielaborando testi e arrangiamenti e affiancando a quel materiale nuove canzoni nate dalle esperienze degli ultimi anni.
Non un’operazione nostalgica, dunque, ma una rilettura del passato attraverso gli strumenti e la consapevolezza del presente.
«Mi sono chiuso per un anno e mezzo e ho ripreso in mano pezzi vecchi, rielaborando testi e arrangiamenti. Negli anni ho avuto diverse collaborazioni, ma non sempre sono riuscito a trovare qualcuno capace di tradurre materialmente le mie idee. Questa volta ho costruito tutto partendo esclusivamente dalla mia visione».
La tecnologia diventa così parte integrante del processo creativo. Non un espediente per sostituire le idee, ma uno strumento per renderle concrete: la possibilità, per un autore, di partire da una melodia, da una chitarra acustica o da un’intuizione ritmica e costruire autonomamente l’architettura di una canzone.
È anche questa la storia dietro “Niente da Perdere”: quella di un musicista che, dopo decenni trascorsi sui palchi, ha scelto di rientrare in una stanza e lavorare senza mediazioni, seguendo la propria direzione fino al risultato finale.
Dalla Forma alla lunga strada del live
Tra il 1999 e il 2005 Tavella è stato il cantante de La Forma, una delle formazioni emergenti attive nella scena rock siciliana di quegli anni, con un repertorio interamente dedicato alla musica originale.
Il percorso della band attraversa due edizioni consecutive dell’Accademia della Canzone di Sanremo, le finali nazionali di Sanremo Rock e, nel 2003, il TIM Tour – Fatti Sentire, sotto la direzione artistica di Red Ronnie. Dopo aver superato le selezioni, Tavella partecipa alle finali del Sud Italia a Reggio Calabria e Matera, condividendo quell’esperienza con alcuni dei nomi emergenti di quella stagione, tra cui i Negramaro, allora agli inizi del proprio percorso.
Nel 2005 arriva una nuova selezione per il TIM Tour, questa volta nell’ambito del progetto legato a Rock TV e diretto da Mario Riso. Con l’inedito “Volere è Potere”, La Forma vince la tappa di Palermo e raggiunge la finale nazionale in Piazza Duomo a Milano. Nello stesso periodo la band registra un’intera puntata di “Sala Prove”, storico programma di Rock TV, negli spazi del Jungle Sound di Milano.
Poi lo scioglimento della band. Ma non la fine della musica.
Per oltre venticinque anni Tavella continua un’intensa attività live, attraversando locali, piazze ed eventi e confrontandosi anche con il repertorio di alcuni dei nomi fondamentali del rock italiano: Ligabue, Vasco Rossi e Litfiba.
Non come semplice esercizio d’imitazione, ma come una lunga palestra interpretativa. Un’esperienza che lo ha portato anche sul palco del Viper Club di Firenze, in un’occasione condivisa con Piero Pelù e Ghigo Renzulli.
Dietro l’attività dal vivo, però, la scrittura non si è mai fermata.
Il tempo di perdere, il tempo di ritrovare
“Niente da Perdere” è il primo capitolo di un progetto più ampio, interamente composto da brani originali. Alcuni arrivano da lontano e sono stati trasformati dalla maturità acquisita nel tempo; altri appartengono al presente. Ad accomunarli è una visione artistica che Tavella ha scelto, questa volta, di seguire senza compromessi.
Il rock rimane il territorio naturale del progetto: quello di una tradizione italiana fondata sulla centralità della canzone, sull’immediatezza della parola e su una vocalità cresciuta attraverso migliaia di ore trascorse davanti a un pubblico.
Dopo oltre trent’anni di musica, forse il titolo racconta già abbastanza.
Non avere più niente da perdere può significare, qualche volta, avere finalmente la libertà di mostrare ciò che per troppo tempo si è tenuto nascosto.
“Niente da Perdere” è disponibile sulle principali piattaforme digitali.
PROMOZIONE STAMPA
Circuiti Sonori
di Armando Cacciato







