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Canicattì. Ladro seriale di auto: 46enne condannato definitivamente dalla Cassazione

Gioacchino Amato, 46 anni, di Canicattì, ha visto rigettato il ricorso presentato dopo la condanna in Appello che aveva fatto seguito all’assoluzione, invece, ottenuta in primo grado.

La Corte di Cassazione ha definitivamente concluso il procedimento giudiziario a carico del 46enne di Canicatti, confermando la condanna per il reato di furto di autovettura, aggravato “dall’esposizione alla pubblica fede”. La Quinta Sezione Penale ha respinto il ricorso presentato dall’imputato avverso la sentenza della Corte d’Appello di Palermo, la quale, nel mese di maggio del 2025, aveva ribaltato l’assoluzione pronunciata in primo grado dal Tribunale di Agrigento. L’uomo era stato fermato di notte, dopo un inseguimento, mentre si trovava alla guida di un’autovettura risultata rubata. A bordo del veicolo, in compagnia di una donna, erano presenti una centralina elettronica per autovetture e attrezzi atti allo scasso. In primo grado, l’imputato era stato assolto in quanto Giudice aveva ritenuto che il canicattinese , sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, avesse agito per errore, scambiando la vettura per un’altra che gli era stata messa a disposizione da un’amica. La Corte d’Appello, invece, aveva ritenuto provata la consapevolezza dell’uomo in merito al reato commesso, sottolineando la fuga alla vista della pattuglia di polizia e la genericità della versione difensiva fornita. La Corte di Cassazione ha condiviso questa impostazione interpretativa, giudicando “adeguata e coerente” la motivazione del ribaltamento dell’assoluzione di primo grado e definendo “debole” quella stessa assoluzione, basata su una tesi “vaga e non verificata”.

Amato non è nuovo a episodi simili, quattro anni fa era stato arrestato dopo aver rubato tre auto in poche ore, un precedente che gli è valso la fama di “ladro seriale”. Per i giudici di legittimità, la sua condotta – sorpreso alla guida del veicolo rubato e in possesso di strumenti per lo scasso – dimostra pienamente il dolo del reato.

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