
Sta girando su whatsapp il video che riprende i drammatici momenti in cui Valeria Di Gloria, 41 anni, di Favara, dà fuoco alla sua macchina al distributore di benzina Lukoil per suicidarsi. Il sindaco di Favara Antonio Palumbo avvisa: “Nella mattinata di oggi ho raccolto la dolorosa denuncia di una familiare della nostra giovane concittadina tragicamente scomparsa nei giorni scorsi in quello che è stato un gesto estremo, la quale mi ha raccontato che da giorni circolerebbe sui cellulari il video della drammatica morte della donna.
Non credo sia necessario ribadire come la condivisione e anche solo la visione di un contenuto tanto terribile sia impensabile per una persona dotata di rispetto per la vita ma anche solo di un briciolo di intelligenza.
Non pensate a come questo rinnovi il dolore di una intera famiglia?
Mi tocca, inoltre, ricordare che l’invio e la distribuzione di questo video è un reato e che, su denuncia della famiglia, la Polizia postale ha aperto un’inchiesta.
Poniamo fine a questo scempio, abbiate rispetto per i morti e per i vivi che li piangono.”
La figlia, Jennifer, dichiara:
“Non avremmo mai voluto scrivere queste parole.
Due giorni fa, nostra madre ha compiuto un gesto estremo e devastante, togliendosi la vita in un modo che nessun cuore dovrebbe mai nemmeno immaginare. Lo ha fatto in una pompa di benzina, dandosi fuoco insieme alla sua auto. Un dolore che ci ha distrutti, che ci ha lasciati senza fiato, senza pace, senza appigli.
Come se non bastasse affrontare una perdita così straziante, in queste ore stanno circolando sui social i video di quei momenti, ripresi dalle telecamere e condivisi senza pietà, senza rispetto, senza umanità.
Per noi figli, per la nostra famiglia, rivedere quelle immagini è una tortura, un dolore che si moltiplica ogni volta che qualcuno clicca su “condividi” o lascia un commento.
A chi ha fatto questo: sappiate che non la passerete liscia.
Diffondere un video del genere è un reato. Ma ancora prima di essere un crimine, è una forma di violenza psicologica, crudele e inaccettabile.
State infangando la memoria di una madre, e infliggendo sofferenza gratuita a chi già sta vivendo l’inferno.
Vi chiediamo, con tutto il cuore: fermatevi.
Rispettate il dolore. Rispettate la dignità.
E soprattutto, ricordate che dietro ogni tragedia ci sono persone vere. Famiglie vere. Cuori spezzati.
Sono questi i messaggi da condividere non video che possono ferire.”
