Caltanissetta, ospedale S.Elia, morte Mirko Mattina: Prima richiesta di rinvio a giudizio

A Caltanissetta non si sono mai spenti il dolore e il grido di giustizia per la scomparsa di Mirko Mattina, 26 anni, gestore di una avviata pizzeria in via Bissolati, morto la notte del 27 dicembre 2021, dopo 26 ore al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia dove era entrato con il codice verde per dolori addominali.
Dopo 29 mesi dalla triste vicenda arriva la prima richiesta di rinvio a giudizio da parte dei magistrati della Procura di Caltanissetta. Oggi è comparso dinnanzi al GIP Santi Bologna per l’udienza preliminare il Dott. Termini Pietro. La Procura contesta a Termini di non essersi presentato presso il pronto soccorso di Caltanissetta in qualità di medico di guardia chirurgo rifiutando un atto del suo ufficio che doveva essere compiuto d’urgenza per l’effettuazione di una dovuta visita medica al giovane Mirko.
Invece lo specialista imputato per il reato di cui all’art. 328 c.p. il 26 Dicembre 2021 procedette solamente ad un consulto telefonico con il medico del pronto soccorso. I super periti nominati dal GIP nella loro perizia scrivono a chiare lettere che non è stata all’epoca condivisibile la scelta del Dott. Termini di non visitare il paziente Mirko. Consulto telefonico inopportuno in considerazione anche della seria patologia iniziale di Mirko. Il ragazzo era giunto con dolori addominali presso il pronto soccorso dove gli era stai assegnato un codice verde accompagnato dal padre, dove poi successivamente gli fu diagnosticata una pancreatite e dopo ore chiese per tramite messaggi aiuto allo stesso. Contattato il padre di Mirko Mattina il Sovrintendente della Polizia Penitenziaria Vincenzo riferisce che è stato proprio lui a denunciare l’episodio del chirurgo all’autorità giudiziaria dopo la visione del carteggio sanitario in suo possesso. Un fatto gravissimo continua il padre non solo sotto il profilo giuridico, deontologico oltreché morale. Nel caso specifico non esiste la discrezionalità della consulenza chirurgica dal momento che la relativa richiesta pervenne allo specialista per via telefonica e l’unico modo per decidere sulla convenienza era la visita diretta su mio figlio presso il pronto soccorso omettendo di conseguenza una valutazione dell’urgenza dell’atto d’ufficio, così come ribadito anche dalle norme giuridiche. Altresì, per Vincenzo Mattina visitare in loco un paziente significa che ogni sanitario non può esimersi dal conoscere e valutare l’attività precedente svolta da un altro collega e dal controllarne la correttezza. Inseguirò la verità fino in capo al mondo ovviamente non per senso di vendetta, rancore o risentimento ma per senso di giustizia, vorrei che quello che è occorso a Mirko splendido ragazzo ventiseienne conosciuto dalla città per la sua immane generosità non dovrà ripetersi con altri cittadini che reclamano oramai da tempo una sanità efficiente. Una sanità che fa acqua da tutte le parti dove il vero mandante colpevole è l’attuale squallida politica. C’è ancora un procedimento penale pendente in corso per altri fatti dove sono coinvolti dei sanitari, ci sono troppe incongruenze, troppi vuoti temporali, troppe condotte omissive perpretate dagli stessi ratificate anche in una corposa perizia dai consulenti del GIP in incidente probatorio. Troppi forse, troppi ma e troppi se nella vicenda, pretendo chiarezza e verità. Continuo ad avere fiducia nell’operato dei magistrati, la mia vita compresa quella dei miei familiari è cambiata da quel maledetto 27 Dicembre 2021 ma continuo a vivere con la pace nel cuore grazie all’aiuto indiscusso e misericordioso del Padre mio Gesù.





