
La gestione della cosiddetta “rottamazione quinquies” e il ruolo degli organi comunali diventano oggetto di un articolato intervento della Commissione Straordinaria di Liquidazione del Comune di Canicattì.
Con una nota indirizzata agli organi dell’ente e, per conoscenza, anche al Ministero dell’Interno, la Commissione interviene sulla procedura di adesione alla definizione agevolata prevista dall’articolo 10-quinquies del decreto legge n. 38/2026, convertito con modificazioni dalla legge n. 88/2026.
Al centro del documento ci sono soprattutto la corretta ripartizione delle competenze tra Consiglio comunale, amministrazione ordinaria e Organo Straordinario di Liquidazione, oltre alle modalità con cui dovrebbero essere gestite le posizioni creditorie dell’ente in dissesto.
La competenza sulla rottamazione
Secondo la Commissione, l’adesione alla misura agevolativa rientrerebbe nella competenza del Consiglio comunale, quale organo di indirizzo e controllo politico-amministrativo.
La nota richiama, tra gli altri, l’articolo 42 del Testo unico degli enti locali, evidenziando le competenze consiliari in materia di istituzione e ordinamento dei tributi e di disciplina generale delle tariffe.
Per il contesto siciliano viene inoltre richiamata la normativa regionale che recepisce l’ordinamento degli enti locali.
La Commissione contesta quindi l’ipotesi di attribuire alla gestione liquidatoria competenze che, a suo giudizio, restano proprie degli organi ordinari dell’ente.
Il ruolo dell’Organo Straordinario di Liquidazione
Nel documento viene ricordata la funzione dell’Organo Straordinario di Liquidazione, istituito nell’ambito della procedura di dissesto.
Il suo compito riguarda principalmente la gestione della massa passiva, l’acquisizione e gestione delle risorse disponibili per il risanamento e la liquidazione e il pagamento dei debiti pregressi.
A sostegno della propria interpretazione, la Commissione richiama anche una sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, secondo la quale la competenza dell’organo liquidatorio riguarda la gestione dei debiti rientranti nella massa passiva, mentre le decisioni che costituiscono il titolo da cui deriva la spesa restano attribuite all’ente locale.
Il nodo della massa attiva
Un altro passaggio centrale della nota riguarda la cosiddetta “massa attiva” della gestione del dissesto, cioè l’insieme delle risorse destinate al risanamento finanziario.
La Commissione evidenzia che non risulterebbe formalizzato un trasferimento alla gestione dissestuale di alcuni residui attivi dell’ente, nonostante le richieste e le sollecitazioni formulate in precedenza.
Nel documento vengono inoltre evidenziate criticità nella ricostruzione della massa dei crediti potenzialmente interessati dalla rottamazione.
Rottamazione e crediti di difficile esazione
La misura agevolativa interessa, secondo quanto riportato nella nota, le posizioni affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, con effetti sulla componente accessoria dei crediti, vale a dire interessi e sanzioni.
La Commissione richiama i principi della contabilità armonizzata introdotti dal decreto legislativo 118/2011, sottolineando la necessità di distinguere tra sorte capitale e componenti accessorie del credito.
In particolare, viene evidenziato come i crediti di dubbia e difficile esazione, trascorso un determinato periodo dalla loro scadenza, possano essere stralciati dal conto del bilancio e riclassificati nello stato patrimoniale secondo le regole contabili applicabili.
Per interessi e sanzioni relativi ai ruoli coattivi, la nota richiama inoltre il principio dell’accertamento per cassa.
“Non solo crediti deteriorati, servono risorse liquide”
È uno dei punti sui quali la Commissione insiste maggiormente.
Nel documento si sostiene che, nel percorso di risanamento finanziario finalizzato all’estinzione dell’indebitamento pregresso, occorrano soprattutto risorse liquide e immediatamente disponibili, piuttosto che crediti caratterizzati da difficoltà di riscossione.
Da questa prospettiva, la rottamazione viene considerata potenzialmente uno strumento utile per trasformare una parte dei crediti difficilmente esigibili in risorse effettivamente utilizzabili per contribuire al pagamento dei debiti dell’ente.
La Commissione precisa che questa valutazione era già stata rappresentata informalmente nel corso di diverse interlocuzioni con il responsabile del Servizio finanziario.
Il richiamo a Segretario generale e revisori
La nota contiene anche un richiamo al ruolo del Segretario generale, al quale viene attribuita una funzione di assistenza giuridico-amministrativa e di verifica della conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti.
La Commissione auspica una maggiore attività di indirizzo e sovrintendenza nei confronti della struttura tecnica dell’ente, così da evitare, secondo quanto riportato nel documento, indicazioni o orientamenti non coerenti con il sistema delle competenze.
Un passaggio analogo riguarda l’Organo di revisione contabile, chiamato a fornire supporto al Consiglio comunale nei complessi processi decisionali riguardanti la materia finanziaria.
“Maggiore collaborazione e collegialità”
Nella parte conclusiva, la Commissione spiega di aver predisposto la nota nell’ottica della leale collaborazione tra gli organi dello stesso ente, con l’obiettivo di chiarire dubbi e possibili fraintendimenti sulla procedura.
L’invito rivolto ai soggetti interessati è a prestare maggiore attenzione alla complessa gestione di un Comune sottoposto a procedura di risanamento, rispettando ruoli, responsabilità e rispettivi ambiti di competenza.
La Commissione chiede inoltre al Ministero dell’Interno, attraverso la Direzione centrale della finanza locale e l’Ufficio risanamento degli enti locali dissestati, un eventuale riscontro qualora l’interpretazione fornita nella nota non fosse condivisa.
All’Osservatorio sulla Finanza e la Contabilità per gli Enti Locali viene invece chiesto di valutare l’opportunità di fornire un orientamento autorevole sulla questione, anche alla luce delle richieste già formulate sulla materia.





