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Incendio a Bivona, evacuate 20 famiglie, cittadini a lavoro per salvare bosco e case. Sindaco: “Ci rialzeremo!”

Ore difficili nella Valle del Belice e nei Monti Sicani, nell’entroterra della provincia di Agrigento, per i numerosi incendi che nelle scorse ore hanno divorato ettari di aree boschive e campagne. A Bivona, dove il fuoco ha lambito le case ed è stato necessario evacuare almeno una ventina di abitazioni, in c.da Cappuccini e c.da Capodacqua, sono tuttora in corso operazioni di spegnimento degli ultimi focolai. I vigili del fuoco tentano di evitare che si propaghino nuovamente le fiamme.  Ore di paura, ma anche di reazione e senso di comunità, come racconta Ludovico Sciara, consigliere comunale e segretario del Partito democratico di Bivona. «Un lavoro enorme, decisivo, l’hanno fatto gli agricoltori e i cittadini di Bivona – racconta – . Con i loro trattori e le cisterne che si sono trasformati in una prima linea di difesa». “Come Sindaco, provo un profondo e sincero rammarico: vedere la nostra terra ridotta in cenere è un dolore che colpisce ognuno di noi nell’anima. Ma in mezzo a questa tragedia immane, c’è stata una luce. La pagina più bella e commovente di questa terribile giornata è stata la nostra comunità”, dichiara il sindaco Milko Cinà che per tutta la notte ha seguito da vicino le operazioni di spegnimento. “A nome di tutta Bivona, voglio ringraziare di cuore tutti coloro che si sono adoperati senza sosta per limitare i danni e proteggere le nostre case e l incolumità delle persone. I Vigili del Fuoco e il loro Comandante Provinciale Ing Barbera, la Squadretta Antincendio della Forestale, Il Corpo Forestale, i Carabinieri della stazione di Bivona, la Polizia Locale, i volontari della protezione civile, gli Assessori ed i consiglieri comunali, l’assessore Savarino che ha sollecitato l’intervento dei canadair già dalle prime ore del mattino, i tanti volontari e cittadini che, con uno spirito di sacrificio straordinario, hanno messo a disposizione i propri trattori e le botte d’acqua per dare una mano”, continua il primo cittadino sottolineando come “in momenti come questo, la parte più vera e pura di Bivona viene a galla: il sentirsi comunità, l’aiutarsi a vicenda, il non tirarsi mai indietro di fronte all’emergenza. Questa è la forza da cui ripartiremo. Per chi ha compiuto questo gesto vigliacco, per il piromane che ha deciso di appiccare il fuoco e distruggere il nostro patrimonio naturale, non ci sono parole di giustificazione. Chi devasta la propria terra merita solo il disprezzo morale di un’intera comunità e il pugno durissimo della giustizia. Che la vergogna e il peso delle proprie azioni lo inseguano per sempre. Bivona è più forte di chi la vuole distruggere. Uniti, ci rialzeremo e ci prenderemo cura delle nostre ferite”, ha concluso Cinà.

Interessate da vari roghi anche le aree comprese tra Sciacca e Sambuca di Sicilia, attorno al monte Arancio. Anche qui è andata in fumo una vasta area di macchia mediterranea. Durante le operazioni di spegnimento in zona Lido Fiori di Menfi, un vigile del fuoco del distaccamento di Santa Margherita di Belice è stato colto da malore: trasportato all’ospedale di Sciacca gli è stato diagnosticato un infarto. Fuoco anche tra le sterpaglie vicine alla statale 624 Palermo-Sciacca. Non si registrano incidenti. La Flai Cgil Agrigento parla di «atti criminali veri e propri», denunciando un disastro che sta colpendo duramente comunità, coltivazioni e abitazioni. Un territorio ferito, che chiede risposte e protezione.

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