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Racalmuto: Presentata la nuova edizione de “La Vinuta di la Madonna di lu Munti”, Gero la Vecchia evidenzia il valore culturale dell’opera

Tra storia, lingua e identità, il prof. Calogero La Vecchia, direttore artistico del Concorso Internazionale di Poesia “Il Parnaso – Premio Angelo La Vecchia” e rappresentante dell’Accademia del Parnaso Canicattinese, ha evidenziato il valore culturale dell’opera, della traduzione inglese e del contributo di Piero Carbone alla salvaguardia della memoria racalmutese.

Un libro che custodisce la storia, la lingua e l’identità di un popolo. Nel Castello Chiaramontano una serata ricca di emozioni per il quarantennale dei gemellaggi con Hamilton e Castronovo di Sicilia.

La storia di un paese vive nei suoi monumenti, nelle sue piazze, ma soprattutto nelle parole che riesce a tramandare di generazione in generazione. È proprio questo il significato più profondo della presentazione della nuova edizione de La Vinuta di la Madonna di luMunti, svoltasi martedì 8 luglio nell’affascinante atrio del Castello Chiaramontano di Racalmuto, sede della Pro Loco, promotrice dell’iniziativa insieme al Comune di Racalmuto.

L’evento, inserito nel programma dei festeggiamenti in onore di Maria Santissima del Monte, ha rappresentato anche uno dei momenti più significativi delle celebrazioni per il quarantesimo anniversario dei gemellaggi tra Racalmuto, Hamilton (Canada) e Castronovo di Sicilia, legami che continuano ancora oggi a rafforzarsi attraverso la cultura, la memoria e il sentimento di appartenenza.

La manifestazione, condotta con eleganza e naturalezza da Ilaria Mulè, si è aperta con l’arrivo della Banda Musicale “Giuseppe Verdi”, diretta dal maestro Francesco Carrara, creando fin da subito quell’atmosfera di festa che accompagna da sempre la devozione dei racalmutesi verso la Madonna del Monte.

Protagonista della serata è stata la riedizione del testo della storica Recita, nata nel 1978 grazie a Eugenio Napoleone Messana, arricchita successivamente dagli interventi di Piero Carbone e Nicolò Macaluso e oggi impreziosita dalla traduzione inglese realizzata dalla professoressa Adele Troisi.

Un’opera che non rappresenta soltanto la ristampa di un copione teatrale, ma un autentico documento della memoria collettiva di Racalmuto.

Grande apprezzamento è stato espresso nei confronti del lavoro di Piero Carbone, che ha curato la nuova edizione ripercorrendo la storia della Recita e il suo progressivo arricchimento nel corso degli anni. Fondamentale anche l’impegno della Pro Loco di Racalmuto, guidata dal presidente Angelo Giudice, che ha condiviso e sostenuto con convinzione il progetto editoriale insieme a Lillo Giangreco, il quale ha lavorato con passione per trasformare l’idea in realtà.

Dopo il saluto iniziale del presidente Angelo Giudice, che ha ripercorso le origini della Recita e il costante impegno della Pro Loco nella valorizzazione del patrimonio cittadino, sono intervenuti il vicesindaco Antonino Lauricella e successivamente il sindaco Calogero Bongiorno, che ha sottolineato come il quarantennale dei gemellaggi rappresenti un’importante occasione per rinsaldare rapporti di amicizia e collaborazione costruiti nel tempo.

L’arciprete don Carmelo La Magra ha ricordato la profonda devozione che, da secoli, unisce i racalmutesi alla Madonna del Monte, ovunque essi vivano, mentre Carmelo Alaimo, giunto appositamente da Hamilton, ha testimoniato il fortissimo legame tra la comunità canadese e la cittadina siciliana, ricordando come gran parte della popolazione di Hamilton abbia origini racalmutesi.

Particolarmente significativo anche l’intervento di Nino Di Chiara, storico animatore del gemellaggio con Castronovo di Sicilia, seguito dal sindaco Vitale Gattuso, che ha ribadito il valore culturale di un rapporto ormai consolidato da quarant’anni.

La dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “Leonardo Sciascia”, professoressa Carmen Campo, ha evidenziato la continua collaborazione tra scuola, amministrazione comunale e associazioni culturali del territorio, riconoscendo nella valorizzazione delle tradizioni uno strumento educativo di straordinaria importanza.

La relazione del professor Calogero La Vecchia

Uno dei momenti centrali della serata è stato l’intervento del professor Calogero La Vecchia, direttore artistico del Concorso Internazionale di Poesia “Il Parnaso – Premio Angelo La Vecchia” e rappresentante, con delega virtuale della Presidenza, dell’Accademia del Parnaso Canicattinese.

Nel corso della sua articolata relazione, il professor La Vecchia ha proposto una lettura del volume che è andata ben oltre l’aspetto teatrale della Recita, definendolo «un documento di identità collettiva», capace di custodire la memoria, la lingua e il sentimento di appartenenza di un’intera comunità.

Particolare attenzione è stata dedicata al valore della lingua siciliana, presentata non come semplice espressione dialettale, ma come autentico patrimonio culturale da preservare e trasmettere alle nuove generazioni attraverso la letteratura, il teatro e le tradizioni popolari.

Ampio spazio è stato riservato anche alla traduzione inglese della professoressa Adele Troisi, definita una scelta lungimirante e strategica. Secondo La Vecchia, tradurre il testo non significa sostituire il siciliano, bensì garantirne la sopravvivenza, consentendo ai figli e ai nipoti degli emigrati racalmutesi, in particolare quelli residenti ad Hamilton, di comprendere e custodire le parole dei propri padri e dei propri nonni.

Nel suo intervento il direttore artistico del Parnaso ha inoltre evidenziato il prezioso contributo di Piero Carbone, autore dell’ampia introduzione storica e della seconda parte della Recita, sottolineando come l’inserimento dei personaggi femminili – la Contessa, la Popolana e le Damigelle – abbia dato una nuova profondità umana e poetica all’opera, restituendo voce anche alle donne nella narrazione della tradizione popolare.

La Vecchia ha richiamato anche la figura di Leonardo Sciascia, ricordando come il grande scrittore racalmutese abbia sempre considerato le tradizioni popolari parte integrante dell’identità della propria comunità e come opere di questo genere contribuiscano a custodire quella memoria collettiva tanto cara all’autore delle Le parrocchie di Regalpetra.

Al termine della relazione il professor La Vecchia, a nome dell’Accademia del Parnaso Canicattinese, ha consegnato un attestato di riconoscimento alla Pro Loco di Racalmuto, quale testimonianza del passaggio dell’Accademia nella città, e ha conferito al poeta Piero Carbone la prestigiosa nomina ad Arcade Maggiore.

Nel concludere il suo intervento ha inoltre espresso la volontà di avviare una futura collaborazione tra il Concorso Internazionale “Il Parnaso – Premio Angelo La Vecchia” e la città di Racalmuto, nell’intento di promuovere nuove iniziative dedicate alla poesia, alla lingua siciliana e alla valorizzazione delle identità locali.

Molto apprezzato anche l’intervento della professoressa Adele Troisi, che ha raccontato il delicato lavoro di traduzione del testo in lingua inglese, spiegando le difficoltà incontrate nel rendere comprensibili, senza tradirne il significato, le espressioni più autentiche del dialetto racalmutese.

Particolarmente emozionanti sono state le testimonianze della professoressa Isabella Martorana, nipote di Eugenio Napoleone Messana, di Dario Macaluso, figlio di Nicolò Macaluso, e dell’avvocato Gigi Restivo, che hanno ricordato con affetto gli autori della Recita e il valore umano della loro eredità culturale.

Durante la manifestazione è stato inoltre presentato l’albo destinato a raccogliere le firme di tutti coloro che, a partire dal 1978, hanno preso parte alla rappresentazione della Recita, trasformando questo progetto in un vero archivio della memoria cittadina.

Ad arricchire ulteriormente la serata sono stati gli interventi del Coro Polifonico “Terzo Millennio”, diretto dal maestro Domenico Mannella, le coinvolgenti letture di Cettina Amato, Elena Borsellino, Giuseppe Grizzanti e Salvatore Milano, nonché la presenza del tipografo Lillo Vitello, che ha stampato non solo questa nuova edizione, ma anche quelle storiche del 1982 e del 1988.

La presentazione del volume ha così inaugurato nel migliore dei modi le celebrazioni dedicate alla Madonna del Monte, confermando ancora una volta come la cultura, la lingua e la memoria siano gli strumenti più autentici attraverso cui una comunità continua a riconoscersi, anche quando i propri figli vivono dall’altra parte del mondo.

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