
Sono ancora in corso di accertamento le cause del maxi rogo che nella notte ha devastato numerose auto e un fabbricato adibito ad ufficio di un autosalone lungo la strada statale 122, nei pressi di contrada “Petrusa” in territorio di Favara. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento e i carabinieri della Tenenza di Favara. I pompieri hanno dovuto lavorare oltre due ore prima di concludere l’opera di spegnimento. Nel corso del successivo sopralluogo i vigili del fuoco e i militari non hanno rinvenuto tracce di liquidi infiammabili, né bottigliette o contenitori. Tutte le ipotesi investigative restano valide.
Nessun dubbio sulla natura dolosa dell’incendio che ha devastato una Fiat Punto parcheggiata in una traversa di Corso Serrovira a Licata. E’ successo ieri notte, quando le fiamme hanno aggredito l’utilitaria in uso ad una casalinga licatese sessantaquattrenne. A segnalare l’incendio al centralino del 112, sono stati alcuni residenti della zona. Sul posto, poco dopo, sono arrivati i vigili del fuoco del locale distaccamento che hanno spento il rogo. Le fiamme hanno annerito pesantemente anche la porta d’ingresso di una vicina palazzina. Delle indagini si stanno già occupando i carabinieri che sono intervenuti sul posto e che hanno verificato la presenza di impianti di videosorveglianza perfettamente funzionanti. La Procura di Agrigento, con il sostituto procuratore di turno ha aperto un fascicolo d’inchiesta, a carico di ignoti, con l’ipotesi di danneggiamento a seguito d’incendio.
Un incendio ha devastato un negozio di profumi e giocattoli, di proprietà di una commerciante riberese trentottenne. I danni sarebbero importanti e in via di quantificazione. Teatro del fatto, che si è verificato ieri notte, la via Parlapiano a Ribera. A dare l’allarme al 112 sono stati alcuni residenti. Sul posto si sono precipitati i vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento e del distaccamento di Sciacca, e i carabinieri della Tenenza di Ribera. I pompieri hanno dovuto lavorare oltre due ore prima di completare l’opera di spegnimento. Nel corso del sopralluogo di rito, vigili del fuoco e militari dell’Arma, non hanno rinvenuto tracce di liquido infiammabile o altri inneschi, né contenitori sospetti per ricondurre l’evento alla mano dolosa. L’ipotesi probabile è quella del fatto accidentale riconducibile ad un corto circuito. Il fuoco ha distrutto arredi e varia merce.

