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Canicattì. Estorsione, minacce di morte alla mamma con un coltello e un accendino, 27enne a processo 

Inizierà il prossimo 19 giugno, davanti al giudice Michele Dubini, il processo a carico di un ventisettenne di Canicattì, F.R., accusato di estorsione ai danni della madre e maltrattamenti in famiglia.

Il tribunale aveva disposto il giudizio immediato, ma la difesa, con l’avvocato Antonio La Cola, ha chiesto il rito abbreviato. 

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe sottoposto la madre a un regime di terrore quotidiano, costringendola a consegnargli circa 600 euro per volta, per un totale di circa diecimila euro, destinati all’acquisto di droga. Le minacce di morte sarebbero state continue e sarebbero avvenute anche davanti al fratello minore, affetto da sindrome di Down.

L’episodio che ha fatto scattare l’intervento dei carabinieri risale alla notte del 7 marzo scorso. Il ventisettenne avrebbe minacciato la madre con un coltello da cucina e un accendino, maneggiando la bombola del gas e intimandole di consegnargli mille euro. Poco dopo avrebbe chiamato le forze dell’ordine dichiarando falsamente di aver ucciso la madre. All’arrivo dei militari, con un martello in mano, avrebbe urlato in dialetto “devo piantarle i chiodi”. Poi si sarebbe affacciato sul balcone insieme al fratello minore, brandendo un coltello. La donna ha sporto querela e il ragazzo è stato arrestato. Attualmente si trova agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico in una comunità.

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