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Fermo autotrasportatori siciliani prosegue: Salvini deve darci garanzie precise! Non possiamo lavorare in perdita 

Salvatore Bella, segretario Comitato Autotrasportatori siciliani: 

Finita la conferenza stampa del Comitato Trasportatori Siciliani oggi al porto di Catania. Abbiamo voluto evidenziare che il fermo non è contro le GDO nè contro l’ortofrutta, semplicemente non possiamo lavorare in perdita. Abbiamo ufficialmente ringraziato la Regione Siciliana per il contributo che ci ha offerto, circa 25 milioni, da dividere con agricoltori e pescatori, ma non risolve il nostro problema. Ê necessario l’intervento del Ministro Salvini convocandoci e facendo propria la nostra richiesta di utilizzare gli introiti ets – circa 500 milioni di euro – per  abbattere il costo delle tariffe di imbarco. Abbiamo ribadito che non ci saranno blocchi stradali o presidi e che il trasporto di beni essenziali continua senza problemi. Rimarremo fermi nei nostri piazzali e non movimenteremo i nostri semirimorchi in entrata e in uscita dai porti fino a quando non saremo ricevuti dal Governo e non ci avranno dato precise garanzie.

La protesta andrà avanti e non è collegata a quella promossa in contemporanea da Unitras a livello nazionale: “ci siamo staccati da tempo – spiega Bella – perché i trasportatori siciliani hanno esigenze diverse rispetto agli altri, da noi è tutto più difficile e più caro”.

Come l’Ets, aggiunge il segretario del Comitato trasportatori siciliani, la tassa ecogreen imposta dall’Europa: “da due anni paghiamo circa 400 euro in più per viaggiare sulle navi, perché le compagnie di navigazione hanno trasferito le loro spese su di noi, facendo lievitare le nostre spese”.

A questo, osserva ancora Bella, “si aggiunge l’aumento del costo del carburante”. Un combinato disposto che “mette in ginocchio il sistema di trasporto”, in particolare quello siciliano, la soluzione può arrivare soltanto dal governo nazionale. 

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