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Caro Carburanti: Scatta dalla mezzanotte il fermo indetto dal Comitato Trasportatori Siciliani

Scatta dalla mezzanotte di stasera, 14 aprile,  il fermo indetto dal Comitato Trasportatori Siciliani; durerà cinque giorni e interesserà le attività di tutti i  porti commerciali siciliani in cui verranno congelate tutte le attività di carico/scarico dei semirimorchi dalle navi. Il 90% delle aziende che effettuano trasporto intermodale ha aderito al fermo; non ci saranno né blocchi né presidi stradali. Il nostro obiettivo è quello di non rifornire le GDO almeno fino a che non avremo impegni scritti dal governo nazionale a seguito di un incontro. Ricordiamo i punti per i quali chiediamo interventi: 

– sul Sea Modal Shift non sono chiari i criteri di pagamento e i calcoli;

– la tassa ETS continua ad essere pagata agli armatori che la versano al Ministero dell’ambiente e non si conosce il loro utilizzo, atteso che la nostra richiesta è che siano girati al MIT per incrementare i fondi destinati al SMS;

– la misura Sea Modal Shift vedrà il suo ultimo anno di applicazione nel 2027 e non si conoscono le intenzioni del Governo sulla possibilità di chiedere una proroga alla Commissione europea o se sia in corso una interlocuzione per rendere strutturale tale misura;

– da fonti giornalistiche si è venuti a conoscenza dell’ETS2 dal 2028, con conseguenze sui bilanci delle aziende di autotrasporto, ma nessuna istituzione pubblica ne parla;

– i gravi disordini di natura bellica hanno fatto lievitare il costo del carburante, e di conseguenza, il costo dei traghettamenti.  Nonostante il Governo sia intervenuto su questi aumenti con il D.L. 33/2026, nulla è stato fatto sul costo degli imbarchi, lievitati di cifre importanti sempre a causa del caro-gasolio. 

Ad oggi solo il prefetto di Catania si è concretamente attivato per farci avere un incontro con il Mit dopo averci convocato sabato scorso per comprendere i motivi del fermo. Nè il Presidente  della Regione Siciliana Schifani, nè l’assessore ai Trasporti Aricó si sono attivati nemmeno per incontrarci e per capire per capire i motivi della protesta.

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