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Canicattì. Furti e danni ingenti al cimitero. Preso di mira anche il monumento del giudice Saetta e del figlio Stefano

Ladri in azione nel cimitero comunale di Canicattì. Preso di mira anche il monumento dove sono sepolti il giudice Antonino Saetta e il figlio Stefano. I malviventi hanno colpito una decina di cappelle gentilizie e monumenti portando via vasi di bronzo, maniglie in ottone, oggetti e statue sacre.

A fare la scoperta sono stati  gli impiegati del cimitero che, stamattina, giunti sul posto, si sono accorti di quanto era successo e hanno immediatamente avvertito il sindaco Vincenzo Corbo.

Il capo dell’amministrazione comunale dopo un sopralluogo ha informato i carabinieri della locale Compagnia che sono intervenuti per le verifiche, coordinati dal capitano Davide Di Campli. Sul posto anche Gabriella Saetta, figlia del magistrato ucciso dalla mafia il 25 settembre 1988.

I danni provocati da una prima stima sembrerebbero ingenti ma per l’esatta quantificazione bisognerà attendere le verifiche. I militari della stazione di Canicattì hanno già provveduto a inoltrare un’informativa alla Procura di Agrigento.

Intanto, il comune provvederà ad avvisare i concessionari delle cappelle gentilizie e dei monumenti presi di mira dai ladri affinché provvedano a presentare denuncia.

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