
Emergenza idrica a Canicattì, i consiglieri comunali Giuseppe Alaimo e Gianluca Cilia replicano al sindaco Vincenzo Corbo: Sindaco abbiamo ascoltato un suo intervento AUTOREFERENZIALE che anziché chiarire e dare risposte alla gente su come avere l’acqua, ha evidenziato evidenti “SUE AMNESIE POLITICHE”. Nel 2026, a Canicattì, ci sono famiglie che ricevono acqua ogni 10/15 giorni. E spesso non è nemmeno potabile. Dopo quasi vent’anni di sua “DISA-amministrazione”,
-Non si può spostare l’attenzione verso i consiglierei rei di dare voce alla gente che vuole l’acqua.
-Non si può trasformare ogni critica in un attacco personale.
Le domanda sono semplici:
Perché l’acqua non arriva come previsto da contratto?
Perché non attua l’Ordinanza 54/2024 sull’emergenza idrica, tale da aprire i pozzi e consentire la distribuzione dell’acqua a tutti?
Che fine ha fatto il potabilizzatore?
Quali azioni concrete sono state fatte contro AICA per perdite e disservizi?(Documenti ufficiali).
Del regolamento entrato in vigore nel 2006, ne è venuto solo adesso a conoscenza? Provi a spiegarlo a chi sta nelle zone Pep, i quali hanno pagato le opere di urbanizzazione (legalità regolamenti, articoli ecc ecc) IL POPOLO PRETENDE L’ACQUA. Se un servizio pubblico non viene garantito in modo efficiente, siamo davanti a possibili inadempienze contrattuali.
La legge è chiara:
* chi non adempie è responsabile dei danni (art. 1218 c.c.)
* il contratto può essere risolto (art. 1453 c.c.)
* può essere intimata formale diffida ad adempiere (art. 1454 c.c.)
* chi non adempie non può pretendere l’adempimento (art. 1460 c.c.)
LO STESSO VALE PURE PER I RIFIUTI!
Prima si garantiscono acqua e igiene urbana.
Poi si parla di regolamenti
La città merita fatti subito.





