
Un terreno utilizzato come deposito abusivo di automobili, parti meccaniche e rifiuti di varia natura è stato posto sotto sequestro a Raffadali dai carabinieri della Stazione locale, al termine di un’attività condotta insieme ai militari del Centro anticrimine natura e al personale dell’Arpa di Agrigento. Il proprietario del terreno e l’utilizzatore avrebbero stoccato veicoli fuori uso e un ingente quantitativo di pezzi di auto e furgoni, gestendo di fatto un’autodemolizione senza autorizzazioni. Nel terreno inoltre sono stati rinvenuti rifiuti ammassati di categorie diverse, anche speciali e pericolosi. A finire nei guai un quarantenne e un trentenne, entrambi agrigentini, denunciati in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento. I due (difesi dagli avvocati Teres’Alba Raguccia e Graziella Vella) – secondo l’accusa – hanno realizzato un deposito incontrollato di rifiuti e svolto l’illecita attività di demolizione di autoveicoli. Devono rispondere di gestione illecita di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, in assenza delle obbligatorie autorizzazioni. L’intera area di circa 2.000 metri quadrati è stata posta sotto sequestro. Nell’area c’erano 24 autoveicoli, alcuni dei quali privi di cofano e motore; parti di mezzi (sportelli, pneumatici, cerchi in lega, marmitte, radiatori, organi meccanici). E poi ancora un’imbarcazione, due ciclomotori, due furgoni e un carrello rimorchio utilizzato come contenitore di rifiuti riconducibili allo smantellamento di componistiche varie rimosse da veicoli fuori uso.
La polizia di Stato, in collaborazione con il personale di Arpa sezione di Agrigento, ha sequestrato un impianto di autodemolizione, alla periferia dell’abitato di Licata. Qui in un terreno il proprietario aveva stoccato veicoli fuori uso e un ingente quantitativo di pezzi di auto e camion. Nel piazzale sono stati rinvenuti ammassati rifiuti di categorie diverse, anche speciali e pericolosi. A finire nei guai un licatese proprietario della struttura. L’uomo è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per l’ipotesi di reato di gestione illecita di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi in assenza delle obbligatorie autorizzazioni.