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Mauro Fontana: La sete a Canicattì è il risultato di decenni di non-gestione, adesso vedo “sciacallaggio” politico

Mauro Fontana “Questa è la mia terra e io la difendo”: Vedo un gran fermento politico attorno alla crisi idrica di Canicattì. Vedo indignazione, vedo megafoni, vedo dita puntate. Ma soprattutto, vedo un’operazione di “sciacallaggio” politico, specialmente da quell’area di destra che oggi urla allo scandalo come se fosse atterrata ieri da un altro pianeta.

Parliamoci chiaro: la sete di Canicattì non è un evento improvviso. È il risultato di decenni di non-gestione, di reti colabrodo ignorate e di una politica che ha preferito le passerelle alla manutenzione.

Facciamo un po’ di storia, per chi ha la memoria corta:

– A livello locale: Il Sindaco attuale non è un novizio. Ha governato questa città per gran parte degli ultimi vent’anni (due mandati pieni dal 2006 al 2016 e di nuovo dal 2021). Le infrastrutture che oggi cedono sono le stesse che non sono state curate durante i suoi lunghi anni di amministrazione.

– A livello regionale (e prima anche provinciae): La Sicilia è governata, quasi ininterrottamente dal 1996, da coalizioni di centrodestra (Forza Italia in testa, Fratelli d’Italia a seguire). Le dighe non collaudate, la rete idrica che perde il 50% dell’acqua, la gestione fallimentare del servizio idrico: sono tutte eredità di questa continuità politica.

È troppo facile, oggi, cavalcare la rabbia dei cittadini esausti per racimolare qualche voto o visibilità sui social. È molto più difficile ammettere che il disastro di oggi ha nomi e cognomi precisi.

Inoltre, la verità che nessun politico ha il coraggio di dirvi è amara: non esiste una soluzione immediata.

Chi vi promette l’acqua domani mattina vi sta mentendo. Per uscire da questo incubo servono anni, servono investimenti strutturali (non toppe), serve una visione tecnica e non clientelare. Serve quella competenza che è mancata mentre Canicattì perdeva non solo l’acqua, ma anche le strutture sportive, gli spazi culturali, la gestione dignitosa dei rifiuti e la vivibilità.

Smettetela di fare sciacallaggio sulle spalle di chi non può farsi una doccia, di chi non può lavorare, di chi non può andare a scuola.

Se volete aiutare Canicattì, iniziate con l’unica cosa che finora è mancata davvero: l’assunzione di responsabilità.

Nell’immagine, Questa è la mia terra – Festival per il diritto a restare 

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