
I consiglieri comunali di Canicattì, Giuseppe Alaimo e Gianluca Cilia, hanno presentato una formale diffida nei confronti dell’amministrazione comunale affinchè si attivi in tempi rapidi a porre fine alla situazione emergenziale venutasi a creare.
Una gravissima “crisi idrica” scaturita dalla decisione dell’Aica di stoppare l’approvvigionamento di acqua dai pozzi privati, alle autobotti che servono la cittadinanza ed il successivo divieto imposto agli stessi autobottisti di erogare acqua a chi è sprovvisto di regolare allaccio. L’indignazione, le proteste e la disperazione dei cittadini hanno portato questa sera ad una prima azione concreta. Nella loro diffida, indirizzata per conoscenza anche ad Aica, al Prefetto di Agrigento, al Presidente della Regione Siciliana, al Presidente del Consiglio comunale di Canicattì, al Segretario Generale del comune ed al Responsabile dell’Ufficio Tecnico, i due consiglieri diffidano l’Amministrazione comunale entro 5 giorni a procedere all’attuazione dell’Ordinanza 54 del 2024, ad attivare l’emungimento e la distribuzione tramite autobotti e ad adottare ulteriori misure straordinarie idonee a ristabilire il servizio. In caso di mancato riscontro i consiglieri si riservano di adire le competenti autorità amministrative, contabili e giudiziarie per l’accertamento di eventuali responsabilità. Secondo i due consiglieri comunali la prolungata carenza idrica sta compromettendo le condizioni minime di igiene, con rischi sanitari per la popolazione che possono degenerare anche in criticità di ordine pubblico. All’origine della diffida presentata da due consiglieri vi è l’ordinanza dell’estate del 2024 quando nel corso di una crisi idrica molto simile a quella che si sta verificando in questi giorni lo stesso Sindaco Vincenzo Corbo emanò il documento con il quale si dava il via libera alle autobotti di rifornirsi presso i pozzi privati presenti in città per dare una risposta immediata alla situazione di emergenza rifornendo d’acqua. Secondo i due consiglieri comunali, Cilia e Alaimo, quindi quell’ordinanza non è stata mai revocata e deve essere considerata ancora valida ed attuabile alla luce dello stato emergenziale in cui si trova la città.





