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Canicattì, Antonio Di Giorgi: La mia verità sullo schiaffo dell’acqua, una politica che per decenni ha cercato solo il potere e mai il bene comune.

Canicattì-lettera aperta: Mi chiamo Antonio Di Giorgi, questa è la mia verità. Da quarant’anni sentiamo le stesse voci. Ci dicono che l’acqua manca perché non la paghiamo, ci dicono che dobbiamo fare sacrifici. Ma la verità è scritta nelle nostre strade: mentre le nostre case sono a secco, l’acqua scaturisce dai terreni e dai marciapiedi a causa di tubature vecchie, dimenticate da una politica che per decenni ha cercato solo il potere e mai il bene comune.

Il paradosso del secchio bucato:

Immaginate un padre che chiede ai suoi figli di risparmiare l’acqua, mentre lui tiene in mano un secchio pieno di buchi. È colpa dei figli se il secchio si svuota? No. È colpa di chi non ha mai voluto riparare quel secchio.

A Canicattì, il mio diritto e la mia dignità di cittadino vengono buttati in un fossato ogni volta che una perdita d’acqua non viene riparata. Non accettiamo più di essere chiamati ‘evasori’ da chi ha permesso che la nostra terra marcisse nell’incuria.

Voglio che la mia voce arrivi a chi governa: riparate i tubi, prima di puntare il dito contro chi ha sete. La mia dignità non è in vendita, e il futuro di Canicattì non può più aspettare.”

Cittadini di Canicattì,

Vi parlo come figlio di questa terra, come uomo che guarda al futuro ma che non dimentica le ferite del presente. Stiamo vivendo un’ingiustizia che grida vendetta: ci dicono che l’acqua manca, puntano il dito contro chi non paga, e intanto lasciano che la nostra risorsa più preziosa si disperda nel fango di tubature vecchie e abbandonate.

In una società civile, nessuno deve essere lasciato indietro.

L’acqua è un Diritto Universale, non una merce di scambio. Il dovere di pagare deve andare di pari passo con il diritto di ricevere un servizio dignitoso. Non è accettabile che chi paga con sacrificio debba subire le conseguenze dell’incuria altrui, né che chi è in difficoltà venga abbandonato mentre l’acqua si disperde per le strade sotto gli occhi di tutti.

In 40 anni di politica distratta, hanno cercato il potere e il denaro, dimenticando il dovere primario: prendersi cura della comunità.

Vedere l’acqua che sgorga dai tubi rotti mentre le nostre case sono a secco è uno schiaffo alla nostra dignità. Anche un bambino capisce che se sprechi ciò che hai, non puoi chiedere sacrifici a chi non ha più nulla.

Non vogliamo più favori, vogliamo i nostri diritti. Per tutti, nessuno escluso.”

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