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Niscemi, il dramma di chi ha perso tutto: Movimento franoso ha superato quello del Vajont. Gela pronta a cedere territori per la ricostruzione 

“In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont”. Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, ospite al programma Start di Sky TG24, parlando della frana di Niscemi.

“Non sappiamo quanto la linea della frana possa ancora estendersi. I tecnici hanno suggerito altri 150 metri. Se consideriamo altri 400 metri in larghezza, sono centinaia le case coinvolte nella zona rossa. Sono case che molto probabilmente non potranno essere più abitate”. Così il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci.

Lo stesso ministro ha anche reso noto di aver costituito  un team di esperti per valutare il fenomeno e in particolare se il fronte della frana possa “arretrare negli anni verso il centro  abitato”. “Ci sarà, come sempre previsto, una sospensione dei tributi, del pagamento delle rate di mutuo e di ogni altra obbligazione per i residenti di Niscemi interessati da quanto avvenuto. Alcune misure credo siano già alla firma, altre hanno bisogno di un  provvedimento di legge e lo affronteremo nel Consiglio dei ministri”,  ha riferito il ministro per la Protezione civile.  

Musumeci ha inoltre annunciato che proporrà in Cdm “un’indagine amministrativa” per valutare perché dopo la frana del 1997 a Niscemi non si è intervenuti.  L’Italia intende “chiedere l’aiuto del Fondo europeo di solidarietà” per  Calabria, Sicilia e Sardegna colpite dall’uragano Harry, ha detto il  ministro degli Esteri, Antonio Tajani. 

Intanto verrà estesa l’area di rischio a tutela della popolazione di Niscemi di circa 25 chilometri quadrati. “In questa area sarà imposto il divieto di inedificabilità assoluta”, ha riferito il segretario generale dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro. 

All’interno della zona rossa “sono stati evacuati 1.276 cittadini di Niscemi, pari a 500 nuclei familiari. Queste persone ovviamente, in maniera precauzionale, sono state allontanate. Tra queste persone ci saranno coloro i quali non potranno mai più tornare nelle proprie case”. Si tratta di case che “non solo non potranno più essere ripopolate ma andranno distrutte, sempre che l’arretramento della frana non ci pensi da sola. Già adesso è necessario pensare a una re-localizzazione di questi cittadini e una delle cose più importanti è farlo in maniera partecipata perché la forzatura nell’identificazione di una zona non va bene perché è necessario che i cittadini partecipano in maniera attiva a questa nuova identità della città” Così il capo dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano.

La disperazione di chi ha perso tutto nel Servizio Rai della trasmissione La Vita in Diretta: 

Il sindaco di Gela: “I nostri territori disponibili per ricostruire i quartieri interessati dalla frana”

La ricostruzione dei quartieri franati a Niscemi (Caltanissetta) potrebbe iniziare dalle aree, lungo la Piana di Gela, attualmente in territorio gelese. Siamo pronti a cederle al Comune di Niscemi” dice il sindaco di Gela, Terenziano Di Stefano, che rilancia la proposta fatta nel corso di una riunione operativa in Municipio, a Niscemi. “La procedura può partire dai due Consigli comunali, che dovranno deliberare e poi trasmettere tutto alla Regione” afferma Di Stefano. “Le aree sono libere e utilizzabili, a ridosso tra Gela e Niscemi, ma attualmente in territorio gelese”. Dovrà essere perimetrata la fascia interessata, lungo la Piana di Gela, area fortemente interessata dalla produzione agricola. Il Comune di Gela è pronto a rinunciare ad aree di propria pertinenza pur di sostenere la ricostruzione niscemese. “Vogliamo fare la nostra parte – conclude Di Stefano – per far sì che venga mantenuta la piena identità di Niscemi”

“Ringrazio il sindaco di Gela, Di Stefano. Le due comunità dimostrano di essere unite da rapporti fraterni” dice il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti. E aggiunge: “Quello della ricostruzione è un tema che dovremo affrontare. Valuteremo la proposta arrivata dal sindaco di Gela. Stiamo dando priorità alla messa in sicurezza delle aree franate e soprattutto dei cittadini. La proposta sarà certamente sottoposta a un vaglio attento”.

Procuratore: “Acquisiremo carte. Coinvolti enti”

La procura di Gela si è già messa al lavoro per verificare eventuali responsabilità sull’evento franoso che si è verificato a Niscemi. Oggi prima riunione operativa. A presiederla il procuratore capo Salvatore Vella dopo l’apertura di un’indagine contro ignoti per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana, al momento contro ignoti. “Abbiamo fatto il punto per accertare cosa andava fatto e non è stato fatto – ha detto ad AGI – il procuratore Vella – e dovremo accertare se sono state realizzate delle opere sul territorio che hanno contribuito a provocare la frana”. Nel 1997, a Niscemi si era verificata un’altra imponente frana che aveva provocato il crollo di diverse abitazioni e di una chiesa settecentesca, nonché lo sgombero di oltre 300 abitanti. “È presto – ha aggiunto il procuratore – per dire cosa è stato fatto dal ’97 a oggi. Vogliamo accertare se questa frana si poteva evitare. Presto acquisiremo le carte necessarie. Sono coinvolti diversi enti. Effettueremo anche dei sopralluoghi nelle zone interessate dall’evento franoso”. Il pool è costituito oltre che dal procuratore di Gela, da due pm, da tre professori universitari della facoltà di Geologia di Palermo, dalla polizia giudiziaria della questura di Caltanissetta, del commissariato di Niscemi e dallo Sco. La prossima settimana, i tre professori di Palermo, due uomini e una donna, saranno nominati dalla procura consulenti.

Il sindaco: “Ho i documenti, nessuna inadempienza da parte del Comune”

“Ho una cartella sul mio computer, gli uffici hanno la documentazione. Inoltre ad ogni anniversario della frana del 1997 ho mandato una lettera al presidente della Repubblica, al presidente della Regione, al presidente del Consiglio, ai capi dipartimento. Peraltro solo a dicembre del 2025 abbiamo ottenuto i soldi previsti nella fase 2 e 3 della frana di 29 anni fa, per cui ci abbiamo lavorato. Ad ogni modo ci confronteremo, non voglio polemizzare. In questa fase noi ci occupiamo dell’immediatezza delle esigenze e dell’assistenza dei cittadini” dice il sindaco di Niscemi (Caltanissetta), Massimiliano Conti, nel rispondere a chi contesta al Comune di non avere presentato progetti per opere di consolidamento della collina dopo la frana del 1997.

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