Lella Falzone e la sua compagnia incantano il pubblico a Caltanissetta con il riadattamento di “L’altro figlio”, dramma di Luigi Pirandello

A Caltanissetta, al Teatro Regina Margherita, nell’ambito della Rassegna Teatrale Peppe Nasca – Targa Michele Abate, ha riscosso un grande successo “L’altro figlio”, dramma di Luigi Pirandello, riadattato dalla regista Lella Falzone. La compagnia teatrale di Canicattì ha ampliato l’universo umano della novella pirandelliana, arricchendolo di personaggi che costruiscono un vero e proprio coro popolare. Donne chine sul lavoro quotidiano, giovani sospesi tra la scelta di partire o restare, uomini segnati dalla fatica e dalla rassegnazione danno corpo a una Sicilia povera ma profondamente viva, dove l’unica possibilità di riscatto sembra essere l’emigrazione.
Angelo Lo Verme- SINOSSI DE “L’ALTRO FIGLIO” DI Luigi Pirandello
RIADATTAMENTO DI LELLA FALZONE
Il suddetto dramma è ambientato nei primi anni del ’900 in un piccolo paese della Sicilia abitato da poche persone, in prevalenza donne e bambini, poiché molti uomini erano emigrati in sud America e altri continuavano ad andar via. Molte famiglie affrontarono grossi sacrifici pur di costruirsi un futuro più dignitoso, e il dovere emigrare fu una ferita assai dolorosa per tutto il meridione d’Italia.
In questo duro contesto nasce il dramma di Maragrazia, donna poverissima e segnata dalla vita, madre di due figli emigrati in Argentina dei quali non ha notizie da anni. Un’assenza che diventa dolore quotidiano, ossessione, ferita aperta. Il cuore del testo emerge però con forza ancora maggiore quando si scopre che Maragrazia ha un terzo figlio, presente nello stesso paese ma escluso, non riconosciuto, “altro” per ragioni sociali e morali. Una verità crudele che viene accolta con sgomento dal medico condotto, figura centrale della vicenda e autentica coscienza critica del dramma. Attraverso il suo ascolto, il racconto della donna si trasforma in una denuncia lucida della realtà contadina del Meridione: miseria, sfruttamento, dignità calpestata, sacrifici estremi. Il riadattamento della novella pirandelliana da parte di Lella Falzone ha ampliato il ventaglio dei personaggi, introducendone altri che ben si integrano in quella realtà contadina povera e spesso rassegnata, la cui unica possibilità di riscatto è emigrare lontano dalla loro terra.













