
Nella Chiesa Madre di Favara, oggi si sono celebrati i funerali di Marianna Bello. Una chiesa gremita per salutare la mamma 38enne, travolta dalla furia dell’acqua quel tragico 1 ottobre, quando in città si è abbattuto un nubifragio. E’ lutto cittadino. Ad accogliere la salma davanti la Chiesa Madre il sindaco Antonio Palumbo, le forze di Polizia e tutti i volontari che in questi giorni, non si sono mai fermati un secondo per cercare e trovare Marianna. Alla cerimonia religiosa hanno preso parte molti sindaci dell’Agrigentino.
Un silenzio carico di commozione ha preceduto l’ingresso dell’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano. Poco prima della cerimonia, il presule ha pronunciato parole semplici ma profonde:
«Questo è un momento di raccoglimento e di preghiera. Sappiamo bene tutti che in queste circostanze le parole sono inutili, ma noi abbiamo una parola che non è nostra: è la Parola di Dio, che tra poco riecheggerà dentro questa Chiesa Madre. “A te innalzo il mio grido, Signore” — ci farà pregare il Salmo. Ecco, questo grido Dio lo ha accolto e ce lo restituisce oggi, in questa celebrazione. La vita non è tolta, ma trasformata». Poi un pensiero rivolto direttamente a Marianna:
«Anche lei è stata trasfigurata e vive nella Pasqua eterna».
Accanto al dolore, anche la consapevolezza che la comunità favarese non chiede solo conforto spirituale, ma verità.
«C’è una comunità con un profondo dolore — ha detto l’arcivescovo rispondendo ai giornalisti — ma anche una comunità che chiede di conoscere la verità. E per questo ci sono le autorità competenti».
Parole che hanno raccolto l’emozione e la rabbia di un popolo che, nel giorno dell’addio, continua a domandarsi perché.
( foto Agrigento Oggi)
