
Oggi, 20 ottobre, Favara è a lutto, si stringe nel dolore per dare l’ultimo saluto a Marianna Bello, la 38enne scomparsa tragicamente lo scorso 1° ottobre durante la violenta alluvione che ha colpito la città e ritrovata senza vita ieri tra Cannatello e Zingarello, nel territorio di Agrigento. Marianna lascia il marito Renato Salamone, i figli Gresia, Domenico e Azzurra, i genitori Domenico Bello e Bellavia Maria, la suocera Caterina Coffari, le sorelle Mirella, Giada, Alessia e Flavia, i cognati, i nipoti e tutti i familiari che, insieme all’intera comunità, vivono ore di profondo dolore. La salma si trova presso la Casa Funeraria Arnone di via Capitano Callea, dove in mattinata è previsto un momento di raccoglimento.
Nel pomeriggio, alle ore 16:00, nella Chiesa Madre di Favara, sarà celebrato il rito funebre. Subito dopo la cerimonia, Marianna verrà accompagnata all’ultima dimora.
Un dolore che attraversa non solo Favara. In questi venti giorni la gente che ha seguito la drammatica vicenda non ha mai smesso di sperare e oggi solo tristezza e dolore infiniti. Marianna è una di noi e quello che è accaduto a lei poteva accadere a chiunque, quel drammatico 1 ottobre era stata diramata l’allerta gialla e tutte le mamme hanno accompagnato i figli a scuola e proprio in quell’orario si è scatenato invece l’inferno. Marianna, temendo forse di farsi male o peggio di annegare, ha posteggiato la sua Lancia Y e l’ha abbandonata in fretta e in furia. Il finestrino dell’auto non si chiudeva bene. Anzi certe volte, non si chiudeva proprio. Non se l’è sentita di rimanere dentro l’abitacolo dell’utilitaria e di rischiare. Ha ritenuto di riuscire a mettersi in salvo da sola, raggiungendo il vicino esercizio commerciale. Marianna invece è stata trascinata dalla furia dell’acqua, per oltre 10 chilometri.
Il corpo, rinvenuto domenica mattina tra Cannatello e Zingarello, lungo il corso del fiume Naro, è stato riconosciuto grazie a un tatuaggio. La scoperta è avvenuta in una zona impervia e ricoperta di vegetazione, raggiungibile solo a piedi, dove i vigili del fuoco e i carabinieri hanno lavorato a lungo per consentire il recupero. A individuare il corpo è stato un gruppo di cacciatori, che ha subito dato l’allarme. Sul posto si sono recati il pubblico ministero Gaspare Bentivegna, il vicario del questore Carlo Mossuto, la dirigente delle Volanti Francesca Roberto, i vigili del fuoco e il personale medico legale. Il sindaco Antonio Palumbo ha proclamato per oggi il lutto cittadino, invitando negozi, scuole e uffici pubblici a osservare un minuto di silenzio durante la celebrazione. “Favara si ferma – ha detto – per rendere omaggio a una giovane donna strappata alla vita da un evento che deve far riflettere tutti noi”. Sì perché il territorio siciliano non è pronto ad affrontare i cambiamenti climatici in atto e dopo il dolore la politica deve lavorare seriamente perché queste tragedie non si ripetano più.