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Maria e Delia massacrate a Naro, chiesto giudizio immediato per 25enne 

La Procura di Agrigento ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato nei confronti di Omar Edgar Nedelcov, il venticinquenne di nazionalità rumena, ritenuto il responsabile del massacro di Naro avvenuto lo scorso gennaio. Il provvedimento è stato firmato dal procuratore capo Giovanni Di Leo e dal sostituto procuratore Elettra Consoli, titolare del fascicolo d’inchiesta. Il gip del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli ha accolto la richiesta di saltare l’udienza preliminare e ha mandato l’imputato direttamente a processo. Processo che è stato fissato per il 26 settembre prossimo. Nedelcov è accusato di duplice omicidio e vilipendio di cadavere. I Contestata anche l’aggravante della crudeltà. I familiari delle vittime sono rappresentate dall’avvocato Calogero Meli. Il giovane, difeso dall’avvocato Diego Giarratana, è ritenuto l’autore dei delitti di Maria Rus, 54 anni, e Delia Zarnescu, 58 anni, uccise all’inizio dell’anno nel centro storico di Naro. Il cadavere di Maria Rus è stato rinvenuto quasi completamente carbonizzato nel soggiorno della sua abitazione in vicolo Avenia. Delia Zarnescu, invece, è stata ritrovata poco più avanti in un lago di sangue nel suo appartamento in via Vinci. Evidenti i segni di colluttazione così come chiare le ferite da arma da taglio. Il duplice omicidio, secondo quanto ricostruito, sarebbe maturato in un contesto di degrado e scaturito da un episodio accaduto durante un festino ad alto tasso alcolico. Nedelcov è stato fermato e arrestato nelle ore successive al duplice delitto dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Agrigento e dai militari della Stazione di Naro. Le immagini delle telecamere di sicurezza hanno immortalato il 25enne sui luoghi dei due omicidi. Nell’abitazione dello stesso sono stati poi trovati delle scarpe bianche intrise di sangue, compatibili con le impronte rivenute sul luogo di uno dei delitti, jeans, camicia e un asciugamano sporchi di sangue. Contestualmente gli investigatori hanno interrogato l’ex fidanzata dell’indagato e il titolare di un bar del paese in cui Nedelcov aveva dichiarato di essersi recato. La ragazza ha confermato di aver ricevuto la chiamata del venticinquenne che le aveva intimato di mentire ai carabinieri. Il secondo ha smentito categoricamente la presenza al bar dell’indagato. Per gli inquirenti, come detto, il movente è di natura sessuale.

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